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BRIGATE ROSSE

IL TERRORISMO ROSSO

Un'organizzazione militare

Con azioni di guerriglia ha lasciato dietro di sé una lunga scia di sangue

  1. COSTITUZIONE - Le Brigate Rosse (BR) sono state un'organizzazione terroristica italiana di estrema sinistra costituitasi nel 1970 per propagandare e sviluppare la lotta armata rivoluzionaria per il comunismo. Di matrice marxista-leninista, è stato il maggiore, il più numeroso e il più longevo gruppo terroristico di sinistra del secondo dopoguerra esistente in Europa occidentale.
  2. MILITANTI - Renato Curcio (uno dei capi storici delle BR) ha calcolato che 911 persone sono state inquisite per avere fatto parte delle BR, a queste vanno aggiunte altre 200-300 persone facenti parte dei vari gruppi armati che dalle BR si staccarono (Partito Comunista Combattente, Unità Comuniste Combattenti, Partito Guerriglia, Colonna Walter Alasia).
  3. VITTIME DELLE BR - Sergio Zavoli, nell'inchiesta "La notte della Repubblica", ha sostenuto che dal 1974 (anno dei primi omicidi a esse attribuiti) al 1988 le Brigate Rosse hanno rivendicato 86 omicidi, in gran parte agenti della Polizia di Stato e dell'Arma dei Carabinieri, dirigenti d'industria e anche magistrati e uomini politici. A questi vanno aggiunti i numerosi ferimenti, non solo di uomini delle forze dell'ordine ma anche politici, sindacalisti e dirigenti d'azienda.
Le Brigate Rosse «storiche» erano strutturate come un vero e proprio esercito di liberazione nazionale, non dissimile da quello vietnamita o dal FLN (Fronte di Liberazione Nazionale algerino).
Il gruppo di comando dell'organizzazione, detto «direzione strategica», definiva la linea politica da seguire per un certo periodo. All'interno della linea decisa, ogni singola colonna definiva anche le azioni armate da compiere. Le azioni più importanti venivano decise dal «Comitato esecutivo», composto da quei membri della «direzione strategica» che avevano la responsabilità di dirigere una «colonna».
L'ideologia brigatista si riconduceva – a detta dei protagonisti – a una "incompiuta lotta di liberazione partigiana dell'Italia": come i partigiani liberarono il popolo dalla dittatura nazifascista, il nuovo movimento rivoluzionario avrebbe dovuto liberare una volta per tutte il popolo dalla servitù alle multinazionali statunitensi.

Brigate Rosse

La lotta armata al femminile. Intervista ad alcune delle protagoniste di quella stagione del terrore che hanno deciso di percorrere la starada della clandestinità

I fondatori delle BR

Mobirise

Renato Curcio

Arrestato nel 1974 ed evaso l'anno dopo, rimase nuovamente latitante per un breve periodo, e fu in seguito condannato a 28 anni di carcere. Ha scontato 25 anni di cui 21 in carcere.

Cagol

Margherita Cagol

Nel 1970 fonda, insieme a Curcio e Alberto Franceschini, dopo i convegni di Chiavari e Pecorile, quelle che diventeranno poi le Brigate Rosse.

Mobirise

Alberto Franceschini

Arrestato nel 1974, lascia il carcere definitivamente nel 1992, quando la sua pena è estinta (grazie agli sconti derivati dai benefici di legge) dopo 18 anni di reclusione.

NASCITA ED EVOLUZIONE DELLE BR

Settembre 1969

Nascita Collettivo metropolitano

Renato Curcio e Margherita Cagol si trasferiscono a Milano e fondano il Collettivo che di fatto diventa il braccio armato durante le manifestazioni operaie

Agosto 1970

Convegno di Pecorile

In questo convegno nasce il gruppo delle Brigate Rosse che ha come scopo la lotta armata.

1972

Inizio della clandestinità

Le Brigate Rosse si cimentano in una serie di rapine e sequestri di dirigenti d'azienda. Questi eventi portano i brigatisti ad entrare in clandestinità.

18 Aprile 1974

Le BR alzano il tiro

Le BR non si limitano più al rapimento di dirigenti d'azienda ma cominciano ad attaccare il cuore dello stato con il sequestro di un magistrato, Mario Sossi. Il Magistrato resta prigioniero delle BR per più di un mese.

Marzo 1978

Processo di Torino

Pochi mesi dopo il sequestro Sossi, Renato Curcio e Alberto Franceschini vengono arrestati. Il processo a loro e ad altri Brigatisti, previsto per il maggio del 1976, subisce una serie di rinvii a causa dei continui omicidi commessi dagli altri brigatisti. Finalmente si costituisce una giuria popolare e comincia il processo.

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